mercoledì 25 gennaio 2012

Hope, tratto da un best seller, di una vita.



Hope il pettirosso si ritrovò nel bel mezzo di un'infinita corsa, dove già aveva superato diversi traguardi volanti ignorando completamente le file, dove molti concorrenti, si apprestavano ad accodarsi per poter godere di quel palco e degli elogi che gli spettavano per aver superato quell'intermezzo. Le foto, i flash gli articoli, le bottiglie di spumante, le interviste, per Hope non avevano alcun significato, anzi erano solo una distrazione, tempo sottratto alla gara. Ma Hope non aveva ancora ben chiare le regole di quella stravagante gara, dove partecipavano tutti gli animali del bosco, dai più piccini agli anziani, una gara emozionante che si ripeteva, ogni giorno, di ogni anno, ma quella con Hope fu veramente una gara speciale, una di quelle che non si dimenticano e che ancora molti prendo in esempio.

Che Hope non avesse capito bene le regole se ne erano accorti già tutti ad inizio gara. Eppure le regole erano semplici, innate nella natura degli animali stessi. Sarebbe bastato alzare gli occhi, vedere i concorrenti partiti poco prima, per capire che Hope stava facendo qualcosa di veramente diverso ed eccezionale allo stesso tempo.
Alla partenza, come da sempre, venivano messi a disposizione diversi mezzi di locomozione chiamati “ingenium”. Questi strumenti, che venivano assegnati e donati a tutti i partecipanti, permettevano al concorrente di competere alla gara in maniera più agevole ed in alcuni casi, di avere propulsioni spettacolari lungo il percorso.

Ad Hope era successo qualcosa di molto stano sin dall'assegnazione degli “ingenium”. Al piccolo pettirosso furono assegnati ben tre mezzi, ereditati dalla stirpe dei pettirossi, perfettamente conservati sino al giorno della sua partenza. Che si trattasse di un fatto eccezionale era evidente, gli “ingenium” non erano mai stati assegnati in numero così elevato, raramente era successo che a qualcuno ne fossero stati assegnati due, ma tre era proprio un caso singolare. Ad Hope bastò poco per capire come funzionasse uno a caso degli “ingenium”, partì ed avanzò facilmente per un lungo tratto del percorso. Un anello, si trattava di un percorso ad anello, un grande anello che gli si apriva davanti, ogni giorno con scenari diversi. Aiutare il lemure, viaggiare in compagnia del bradipo, danzare con i pinguini, ogni volta un giro diverso, ma quel giorno accadde qualcosa di insolito. Hope nell'attraversare il consueto intermezzo scorse due “ingenium” a lato della pista. Ricordò perfettamente che si trattava dei suoi “ingenium”, che aveva quasi dimenticato di possedere. Titubò, un giro, due, tre, più girava più la sua curiosità cresceva unitamente ai suoi dubbi e alle sue paure. Girò infaticabile lungo l'anello rimuginando sulle sue scelte, e fantasticando su come poteva essere diverso il suo girare. Girava, e non godeva più delle bellezze dell'anello.
Poiché distratto dei suoi pensieri e dalle sue paure, continuò a girare senza sosta, come un lavoratore indefesso, trasformando una vita da best seller in un inferno.

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